Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

lunedì 14 dicembre 2020

Che tempi i nostri tempi!

 Che tempi i nostri tempi!


Il Global Times è globalmente la più rilevante in senso politico testata cinese,  ha appena pubblicato un editoriale di semplice lettura ma altissimo livello, riguardante il rapporto tra storici valori occidentali e cinesi, che in presunta libertà dovremmo leggere. 

https://www.globaltimes.cn/content/1209832.shtml

Purtroppo, la gente comune la maggioranza dell’umanità non ne sarà coinvolta nella discussione, subirà come ha da sempre subito e dovrà accettare le conseguenze nella propria vita. 

Già questo pone molti dubbi su ciò che è l’interpretazione attuale della Democrazia e del Comunismo riguardo ad un problema all’apparenza estremamente complesso e nel quale generalmente dimentichiamo o distorciamo nella stesura alcuni dati; il che è al riguardo della natura comune della specie umana intelligente. Mancando questo dato di fondo comune, diventa irrisolvibile, o risolvibile solo nell’aspetto di una partita a scacchi, dove o vi è un vincitore o se la partita diventa alla pari si rimanda alla prossima, nel tempo.

Di base potremmo dire in modo semplicistico, che nella storia le Monarchie hanno dato forma in  soluzioni di Democrazie le quali hanno dato forma in soluzioni di Comunismi, nella ricerca di una trasversale,  ottimale, comune coscienza universale; situazioni conseguenziali nella ricerca di una soluzione di  miglioramento, un lavoro in progress dell'umanità.

Non sappiamo o non vogliamo ancora distoglie lo sguardo dall’attuale, ma gli eventi ci hanno portato ad un punto di non ritorno per quanto riguarda la natura, nella umana l’arroganza di volerla dominare/ignorare, senza profondamente conoscerla (incognita ibrida delle mutazioni e immutazioni istintive). La natura e ciò di cui ne siamo parte e se non conosciamo noi stessi non riusciremo a risolvere i problemi che ci separano, ben sapienti che, ciò che unisce divide e ciò che divide unisce,  comunque non è il punto zero della vita.

Nella realtà siamo tra due punti, vita e morte (pace e guerra) e nel nostro soggiorno terreno la nostra capacità di sopravvivenza ha aggiunto un'altra incognita, la sospensiva dell’incertezza, tra il sapere e il non sapere a salvaguardia della nostra fragilità naturale nell’istinto naturale del sopravvivere e che dovrebbe essere stimato.

L’editoriale del Global Times, nella sua accessibile scrittura ha il pregio elevato storico di porci alcuni dilemmi universali, dovremmo avere l’onesta intellettuale di affrontarlo apertamente considerandolo globalmente. Questo senza escludere una cultura indipendente e rilevante, apparentemente assente,  quella dell’est intesa come Russia.

Il problema da risolvere è ripercorrere la storia è rivederla dalle origini, "anche se è' difficile stabilire con esattezza la data in cui l'uomo è comparso sulla Terra. Secondo alcuni tale comparsa risalirebbe a circa 500.000 anni fa, mentre altri ritengono che questo evento sia avvenuto in tempi molto più recenti, intorno a 250.000 anni fa". Per capacità logica risolvere il problema - estrapolare un periodo dall’insieme è un errore nella sua stessa stesura e riguarda la questione culturale globale, è elementare.

Possiamo però estrapolare, nel contingente, una parte significativa e cercare di risolverla guardando all’attuale di coinvolgimento emozionalmente empatico.

Guardando all’attuale, sulla scena mediatica mediterranea sta avvenendo lo stesso errore, di questi giorni la questione di quella ignara vittima, il Regeni e la sua morte nella "valenza" della vita.

Avendo avuto un intenso amichevole rapporto con l’Egitto nel suo fascino storico (non vorremmo essere tacciati di essere filo-Egiziani o simpatizzanti di Al-Sisi) ma non possiamo non vedere come il contesto di questo doloroso evento ci porti a riflettere ben oltre e guardare nella storia. 

Alla base esistono nascoste oltre, che non vogliamo vedere, motivazioni nel percorre della storia di quanto da dominante sia divenuta dominata e quanto all’Egitto sia stato sottratto, attuale conseguenziale non fiducia. Valori, opere d’arte, cimeli culturali, ricchezze, giacciono nei musei italiani; eppure, appartengono in origine all’Egitto. Giustizia indipendente, una questione irrisolta ma vero fulcro è una risposta di elevato silenzio geopolitico internazionale.  Mancando questo dato di fondo comune diventa irrisolvibile, o risolvibile solo nell’aspetto di una partita a scacchi dove, o vi è un vincitore o se la partita diventa alla pari e si rimanda alla prossima nel tempo… 

Sopravvivere a noi stessi, nei conflitti di interessi piuttosto che i cosiddetti conflitti di valori. 

Le vittime? Solo danni collaterali.

Quando le deficienze di sistema diventano deficienze globali nel dilemma a chi appartiene la vita.


Le opinioni e le opinioni espresse nell'articolo non riflettono necessariamente quelle  del “il Caffe sapere aude”: