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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

lunedì 21 ottobre 2013

La fin de Crise? à quand?

Fine della crisi! No anzi continua, oppure…
Per analizzare la crisi di oggi non si può dimenticare  ieri.
Le ragioni filosofiche:
Stiamo vivendo dopo anni che per alcuni di noi sono scorsi nella opulenta tranquillità della speranza di ricchezza .  Il sogno vincente del benessere ha sconfitto l’ideale del socialismo reale è ormai divenuto una costante che però in alcuni casi si vuole far dimenticare.  
In effetti il consumismo  ben gestito da un capitalismo sfrenato ha dato i suoi frutti, con l’eccezione della previsione che,  allargando questo sistema consumistico tutti ne avrebbero beneficiato cosa che non si verificata dando solo a pochissimi l’accrescimento delle proprie ricchezze e aumentando il divario tra poveri e ricchi specialmente in Europa che in Africa.
Il fanatismo religioso ha aggiunto  la speranza o convinzione che i più poveri e i più sofferenti più si avvicineranno all'ultima speranza, alimentando anche il business del Credo assoluto e suo squallido dogmatismo con  un atteggiamento mentale che dà per scontata l'esistenza di una realtà metafisica indipendentemente dalla sperimentazione empirica, o, per altri aspetti, da un'analisi razionale.  Questo con una fiducia cieca nella capacità della ragione di produrre da sola un sapere valido a priori in virtù della corrispondenza tra forme dell'essere e forme del pensiero. 
Le ragioni storiche:
Oltre all'aspetto filosofico della crisi dobbiamo analizzare le ragioni storiche sepolte come scheletri  negli armadi della storia e possiamo solo immaginare  il loro effetto domino.  
Già da tempo alcuni paesi e ultimamente 14 paesi caraibici  stanno compilando  un inventario dei danni duraturi che pensano di aver subito e chiedono scuse e risarcimenti dalle ex potenze coloniali di Gran Bretagna, Francia e Paesi Bassi , Italia, Belgio, ecc.  Già  quest'anno hanno vinto un risarcimento da Gran Bretagna  per keniani che sono stati torturati sotto il dominio coloniale britannico nel 1950. Tony Blair, quando primo ministro, ha espresso il suo "profondo dolore" per la tratta degli schiavi, l'olandese degli affari sociali ministro, Lodewijk  Asscher, ha fatto una dichiarazione simile nel mese di luglio, ma intanto la Gran Bretagna ha già versato un risarcimento per  i proprietari di schiavi, non per le loro vittime. La Gran Bretagna ha trasportato più di tre milioni di africani attraverso l'Atlantico, e l'impatto del commercio fu vasto. Gli storici stimano che, in epoca vittoriana, tra un quinto e un sesto di tutti i britannici la ricchezza di alcune delle loro fortune derivò dall'economia schiavista.
Le ragioni attuali:
Ora la situazione è mutata nella forma ma non nel contenuto. 
Pertanto oltre la crisi relativa al disinteresse al riscaldamento del clima, abbiamo questo enorme flusso  migratorio che potrebbe essere anche importante se effettivamente qui ci fosse una situazione migliore per il popolo il quale invece sta  a cavallo della soglia di povertà e al quale stanno cercando anche di togliere l’acqua, pertanto sempre più una lotta tra poveri per la sopravvivenza. Questa lotta è garantita da Stati pseudo Democratici che affondano la loro certezza su forze di polizia e repressioni al fine di mantenere in sé le ricchezze  ottenute dai pochi sui molti.  Ricche costruite con logiche economiche di parte ma soprattutto negli stati più in crisi, con raccomandazioni,  corruzione e mafia, ecosistemi economici chiusi e tendenti al corporativismo, imprenditori  e manager che sono incapaci di competere con una effettiva concorrenza globale, anche perché quando la cultura ha cercato di irrompere nel sistema è stata emarginata nella logica che solo con la ignoranza delle masse si sarebbe potuto governare. E oggi ci troviamo così.
Stiamo vivendo in un equilibrio precario di bolle immobiliari,  falsi Pil e dell’opportunismo e nella incapacità politica..
Il futuro della crisi:
Conoscendo storicamente il comportamento umano possiamo prevedere in una simulazione quanto avverrà nel futuro in modo trasparente,  anche senza l’ausilio di super computer.  Stiamo subendo una partita a scacchi tra i grandi interessi della terra.
Alcuni come l’Italia cercano di mantenere uno status di ricchezza quale modello di vendita e progresso, ne traspare così il “centro del lusso” ecc. vivendo sull'arricchimento dei pochi sui molti come è avvenuto in Africa  un ecosistema che lascia alla fede il resto del popolo ignorante e povero mantenuto nella speranza del paradiso futuro, o ancor meglio o peggio, delle sette vergini che aspettano ad ogni uomo che si immola per la fede, (elemento di grande successo specialmente da noi visto l’uso che ne fanno i ricchi signori e la conseguente mancanza  di vergini…).
Certo è che se i potenti non “mettono la testa a posto” il futuro della umanità non avrà altra scelta che cambiare il mazzo delle carte da gioco e ricominciare la partita lasciando le perdite ai figli, come i nostri padri ce li hanno lasciati.
Per noi che non siamo nulla che abbiamo solo avuto crisi nella vita e che stiamo ancora pagando per gli errori altri, non ci reste che sperare o nel paradiso o nelle botte se ci ribelliamo. 
Una cosa è certa, senza essere pessimisti, saremo sempre ignorati come lo siamo stati e per noi la crisi non avrà mai fine. 
Certo è che questa sintesi può apparire semplicistica e empirica ma sull'empirismo dei comportamenti umani dovremmo valutare le incognite per esser certi di non commettere gli errori già fatti.
Tucidide