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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

domenica 22 maggio 2016

Un saluto a Marco Pannella.

Un saluto a Marco Pannella.

La morte di Marco Pannella che indubbiamente ha cavalcato la scena della politica Italiana,  dovrebbe almeno farci riflettere sul potere mediatico/politico e, se veramente abbiamo rispetto per la persona,  analizzare l’indifferente opportunistica partecipazione  alle sue esequie mediatiche dei mass media che oltre averlo usato in vita lo hanno sfruttato anche in morte.
I più esaltati hanno definito Pannella l’unico fautore di alcune evoluzioni sociali avvenute in Italia , dal divorzio, all'uso dei droghe e al fumo delle sigarette o al pacifismo Gandhiano quando,  invece lo hanno usato per  far emergere e controllare attraverso i mass media le situazioni emarginate  del Potere di Stato.
Alcune trasmissioni hanno posizionato, tanto da colpire indicare il
culto della persona, altre ne hanno sottolineato la personalità al fine di corteggiare e attribuirsi quella fascia di potenziale pubblico, in un momento di tristezza e dolore,  facile preda da convogliare nel proprio gregge.  Un gregge che con il prossimo referendum tra il SI e il NO per la Costituzione avrebbe avuto ancora il suo peso.
Già  perché,  in senso figurato,  Pannella era il pastore di un gregge e morto lui le pecore sono da dividersi. Alla divisione addirittura ha partecipato nello stile Cattolico anche il Papà il quale ha estrapolato da un contesto di vita laico  la debolezza di un uomo ammalato, la fragilità di un momento, una squallida manovra e ancor più irrispettosa  sfruttata  per rafforzare e consolidare  il proprio potere.
Ognuno ha estrapolato dalla via di Pannella un momento  che opportunisticamente poteva adattarsi alla propria strategia, come avvoltoi si sono avventati e  hanno smembrato i pensieri le idee le convinzioni per farle proprie e cercare di recuperare qualche consenso.
Si è sentito dire che Pannella era un uomo schivo dal Potere, quando nei fatti pare evidente se gli fosse stato concesso certamente lo avrebbe accettato,  invece i media lo hanno sempre relegato ad uso e consumo quale sponda o valvola di sicurezza per analizzare l’evoluzione sociale che se pur controllata dai mass media di potere  poteva subire delle perdite delle falle da contenere e gestire.
Il divorzio, la cannabis e altre lotte sono  un evento sociale della gente, sono una evoluzione culturale globale di alcune minoranze,  ben consci della loro situazione  hanno esposto e lottato per se stessi  e per le idee in cui hanno creduto,  questo come è avvenuto avverrà sempre o almeno sin che al potere non riuscirà a condizionare tutti nelle sue visioni  ed imporle. Che queste posizioni Panella le abbia cavalcate nel rispetto delle proprie convinzioni questo è vero, il resto è seguito.

Pannella è stato comunque un uomo coraggioso e interessante nella sua apertura alla contemporaneità delle problematiche sociali progressiste,  in contrasto con un mondo cattolico estremizzato dal fanatismo religioso e conservatore.
I pochi attimi che gli sono stati concessi sulla scena pubblica lo hanno messo al centro dell’attenzione mediatica e  hanno il loro epilogo nella sua morte. In questa conclusione possiamo ancora vedere quando l’interpretazione soggettiva sia indipendente da quella oggettiva e come estrapolando dal contesi  generali di una vita si possa gestire l’eredita  morale ed etica di una persona che non c’è più.
Un gioco che ben sapeva di cui ne è stato vittima e artefice. 
Il mondo dei mass media è un mondo di avvoltoi sarebbe ora di cambiare ma ormai è divenuta una Lobby, anzi è la Lobby più influente che esista.