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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

domenica 6 marzo 2011

Portineria Aler MILANO

MILANO

Portineria Aler

Affittopoli: l'istituto tra polemiche e lettere anonime.
di Alessandro Da Rold

Lettera anonime che da giorni circolano nelle redazioni dei quotidiani di Milano. Esposti alla procura. Criminalità organizzata. Notizie di dimissioni imminenti dei vertici. Intercettazioni della Dia. Buchi di bilancio e richieste dei consiglieri comunali di fare chiarezza sulle otto controllate della società.
Benvenuti nel mondo dell'Aler, azienda lombarda per l'edilizia residenziale, in questi giorni sotto la lente d'ingrandimento per lo scandalo Affittopoli di Milano. I vertici, il presidente Loris Zaffra e il direttore generale Domenico Ippolito, sono stati ascoltati dalla commissione casa di palazzo Marino giovedì 3 marzo.
Diverse le domande, ma poche le risposte, secondo i consiglieri comunali di opposizione.
 Non tanto rispetto alla vicenda degli affitti, quanto sullo stato in cui versa la società, amministrata da esponenti della Lega Nord, del Popolo della Libertà, ex missini e anche membri del Partito Democratico.

POCA EFFICIENZA E TRASPARENZA Il
 messaggio che filtra da piazza della Scala è uno: nessun problema di trasparenza nelle assegnazioni in affitto delle case popolari, visto che sono soggette ai vincoli di una legge elettorale. Semmai i problemi sono «di efficienza» della società.
Del resto, l’ente regionale gestisce oltre il 60% delle case popolari lombarde, circa 105 mila su 170 mila e non è mai stato considerato un centro di efficienza e trasparenza.
A sottolinearlo è lo stesso Zaffra, che non spiega fino in fondo perchè sul sito dell'azienda ci sia solo il bilancio del 2008 (il buco è di un milione di euro) e i motivi per cui, in alcuni enti controllati, ci siano diversi consiglieri della stessa Aler.
«Le società controllate, che risalgono a periodi lontani, sono oggetto di una riflessione con Regione Lombardia per superarle o eliminare quelle che non servono più».

GETTONI DA PIÚ DI 12 MILA EURO L'ANNONate per agevolare la gestione del riscaldamento o di manutenzione delle case popolari, queste società controllate, secondo l'opposizione di centrosinistra, non hanno senso di esistere e pesano sulle tasche dei cittadini. Carmela Rozza, consigliere comunale del Pd, sottilinea però che «non si capisce come mai Aler, una società che dovrebbe essere snellita per recuperare efficienza, abbia invece in pancia società che sembrano essere utili solo per scambiarsi poltrone. Una di queste è Asset», ricorda Rozza,«che nel 2008 ha goduto di un ripianamento di bilancio di 442 mila euro e mi risulta che girino gettoni di presenza di circa 12 mila euro l'anno».

Le otto cariche di Ippolito

Le altre società satellite di Aler, oltre a Asset, sono Pieve Energia, Finasset, Csi, Vivere Insieme, Residenza via Baroni e un'altra sempre chiamata Vivere Insieme. In tutte queste, compaiono sì e no i membri del board dell'azienda che gestisce le case popolari di Milano. In particolare Ippolito, che conta otto incarichi, ma che potrebbe presto lasciare la direzione generale. Al suo posto è dato in pole position Marco Osnato, già direttore dell'area gestionale dell'azienda, genero di Romano La Russa, fratello del ministro della Difesa Ignazio.
Non solo. In alcune delle misisve anonime circolate nelle redazioni di quotidiani e tra i consiglieri comiunali, si fa riferimento anche a ex assessori di regione Lombardia, allo stesso presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro e a molti altri. «Sappiamo di queste lettere», spiega Zaffra, «ma restano anonime e così vanno valutate».

LA CRIMINALITÁ ORGANIZZATA. L'ex esponente del Psi, già coinvolto nelle vicende di  Tangentopoli, ha anche fatto il punto sulle indagini che riguardano l'azienda. Da quella partita da Sos Racket nello scorso anno, ora in chiusura, ad altre che riguardano però società esterne all'azienda. Non solo. Sempre secondo alcune comunicazioni anonime, in diversi appartamenti dell'Aler, «di via Vespri Siciliani 71», ci sarebbero state irregolarità «nelle assegnazioni, anche a favore della criminalità organizzata».
Rispetto agli incroci immobiliari di affittopoli, c'è da segnalare un altro capitolo, oltre a quello già noto di Pietro Cerullo che è in affitto in una casa del Golgi Redaelli. Dal 2009, ben 11 infermieri del Pio Albergo Trivulzio si trovano in appartamenti ad affitti calmierati, circa mille euro all'anno, per circa 30mq. Un metodo già usato con l'ospedale Fatebenfratelli.
Giovedì, 03 Marzo 2011
Fonte: Lettera 43


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