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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

domenica 6 marzo 2011

Il fallimento della politica

L'emergenza casa a Milano fa il paio con la vergogna degli alloggi popolari sfitti, vale a dire lasciati vuoti e mai assegnati. Fra quelli del Comune, Aler, Pio Alberto Trivulzio e Policlinico se ne contano più di cinquemila. Cinquemila appartamenti che potrebbero essere affittati a canone agevolato ad altrettante famiglie in attesa di un tetto magari da decenni, ma che, invece, restano chiusi ad ammuffire senza un reale motivo. Si scrive per lavori di ristrutturazione, si legge, in realtà, per una disorganizzazione di fondo che si annida purtroppo nei meandri degli enti pubblici e delle società partecipate ovviamente con i soldi dei cittadini. Il risultato di questa vergogna, l'ennesima sotto la Madonnina quando di mezzo c'è il mattone, si può riassumere in due modi. Primo: a Milano chi ha i soldi per affittare o comprare una casa a prezzi di mercato, riceve lauti sconti da parte di organismi benefici e pubblici, vedi gli scandali di affittopoli che hanno coinvolto Baggina, Comune e Policlinico. Secondo: i cittadini che invece sono più deboli sotto il profilo economico, restano a bocca asciutta a causa di un'offerta di case popolari insufficiente rispetto alla domanda. Per di più, a essi viene sottratta la possibilità anche di accedere a oltre cinquemila appartamenti che i carrozzoni pubblici o semi pubblici tengono nascosti alla domanda dei cittadini. A conti fatti, in questa città l'emergenza casa potrebbe avere numeri assai inferiori di quelli che, da anni, vengono sviscerati dai giornali locali. Pallottoliere alla mano, se tutti gli alloggi "fantasma", cioè lasciati sfitti, fossero immessi sul mercato, la lista d'attesa sarebbe più contenuta di cinquemila presenze, cioè di un quarto. Poco? Tanto? Difficile dirlo, comunque è già qualcosa, che è sempre meglio di niente. Ed è anche per questo motivo che a Milano il costo delle case, affitti compresi, è sempre più alto: la domanda aumenta di anno in anno, l'offerta diminuisce e il coltello dalla parte del manico ce l'hanno i proprietari privati, i quali hanno la scusa per poter chiedere pigioni esorbitanti anche ai comuni mortali del conto corrente bancario. La storia è nota, e dimostra che a Milano una vera e propria politica della casa stenta a decollare, con buona pace dei cittadini, tanti, tantissimi e sempre di più che sono costretti ad aspettare in media diciassette, diciotto anni per vedersi assegnare una casa popolare dall'Aler. Certo, i progetti non mancano, ma la priorità va a quelli per costruire case super lusso, i cui cantieri si aprono, guarda caso, alla velocità della luce. Gli altri, quelli invece che riguardano gli alloggi a edilizia convenzionata, decollano al rallentatore, tanto per la povera gente c'è sempre tempo. Avanti di questo passo e con la pressione degli stranieri - che, dal momento che li si riceve, devono pur vivere da qualche parte - si prospettano scenari da guerra fra poveri, di cui abbiamo avvisaglia già ora. Altro che Expo. 

andrea.miola@cronacaqui.it. .