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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

domenica 6 marzo 2011

Il Comune triplica gli affitti resta vuoto il 40% dei box

Il Comune triplica i prezzi di affitto dei box nelle case popolari.
E i residenti, costretti ad abbandonare posti auto che non possono più permettersi, si ribellano.
Gli abitanti del quartiere Chiesa Rossa hanno protestato in commissione Casa a Palazzo Marino, chiedendo la revisione dei prezzi.
“Dei 659 box della nostra zona, 450 sono del Comune – dice Giancarlo Folli, portavoce del comitato di quartiere – da noi c’è tantissima gente povera, e gli aumenti sono pesanti.
Io per un box di 22 metri quadrati in via Boifava pagavo 51 euro a trimestre, ora devo sborsarne 106 al mese”.
Per capirsi: e più di quanto pagano avvocati e notai per affittare alcuni box del Golgi Redaelli nella centrale via Sottocorno.
Se Giancarlo ha conservato il box nonostante gli aumenti, molti hanno ceduto: oggi 300 dei 450 box comunali di Chiesa Rossa sono vuoti.
E il problema riguarda l’intera città: il 40 per cento dei box e dei garage in case popolari e sfitto e abbandonato al degrado.A Milano i box e i posti auto coperti in stabili di edilizia popolare sono 16.300, quasi tutti in periferia.
Il Comune ne ha 7.050, Aler altri 9.250.
“Che Palazzo Marino aumenti i prezzi e scandaloso e controproducente – attacca Carmela Rozza, consigliere comunale del Pd – l’abbandono dei box da parte delle famiglie riduce il guadagno per il Comune, e i parcheggi si trasformano in discariche e magazzini per i ricettatori”.L’amministrazione comunale addossa la responsabilità degli aumenti alla legge regionale sull’edilizia popolare, la 27 del 2007, che effettivamente prevede “l’adeguamento ai prezzi di mercato” per i box.
“Quella norma va cambiata, l’ho già segnalato al Pirellone – spiega l’assessore comunale alla Casa, Gianni Verga – gli adeguamenti di prezzo che abbiamo dovuto introdurre sono solo una conseguenza di quella legge sciagurata”.
In realtà, la legge regionale stabilisce che il prezzo annuo di affitto dei box debba essere pari al 5 per cento del valore di mercato (quindi, se il box vale 30mila euro va affittato a 1.500 euro l’anno), ma consente ai Comuni e alle aziende di edilizia popolare di fare sconti fino al 30 per cento in caso di edifici malmessi e in periferia.
Il Comune nell’introdurre gli aumenti ha deciso però di applicare il “prezzo pieno”, senza riduzioni.
E intanto i box restano sfitti.
La mappa dei parcheggi residenziali abbandonati al degrado abbraccia tutta la città.
Nelle case popolari del Comune in via Saint Bon 6, a Baggio, vivono 326 famiglie.
I posteggi interrati sono chiusi, inaccessibili agli inquilini ma non a ladri e sbandati.
“Abbiamo scritto tante volte al sindaco Moratti – racconta una residente – nel posteggio c’è chi va a dormire e chi abbandona lastre di amianto.
Anche in via Graziano Imperatore 40, a Niguarda, le 126 famiglie che abitano il palazzo non hanno accesso ai box.
“Ce ne sono tanti sotto la scala B – lamenta un anziano residente – ma non sono mai stati assegnati, e oggi sono pieni di immondizia”.
Intanto il Comune aumenta i prezzi di affitto.
E se in via Zoagli i posteggi sono usati come officina per fare a pezzi i motorini rubati, in via Padre Luigi Monti 19 a essere abbandonato e un intero garage comunale, con oltre 100 posti auto.
Un tempo era gestito dai clan della ‘ndrangheta, da tre anni e abbandonato.
Il 18 settembre scorso l’esondazione del Seveso lo ha allagato, e nessuno ha poi rimosso il fango.
“In Comune ci hanno spiegato che il parcheggio e stato trasferito a un fondo immobiliare, forse per essere venduto”, dice una residente.
Ma poi non si e fatto nulla, e il posteggio resta lì, invaso dall’immondizia e dalla terra umida.
Gli aumenti di Palazzo Marino si applicano, almeno in teoria, anche in via Monti.
Ma nessuno protesta: “Anche se fosse gratis, la macchina non potrei lasciarcela – dice un abitante – prima dovrebbero intervenire i bulldozer”. 

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