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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

martedì 21 agosto 2012

all'inno della avidità quale unica fonte di saggezza.


Una sonnolenta estate di abusi, dove il povero,  non parliamo solo  di coloro che sono condannati alla fame con 500 euro al mese,  ma anche di quelli che guadagnano circa 2000 euro.  Quella fascia di poveri che si credono ricchi guardando i più poveri e consolandosi della loro miseria, quelli che pagano certamente le tasse e sono schiavi di accordi sindacali che lasciano spazio alla continua evasione fiscale, allo sfruttamento, al guadagno certo e al benessere ottenuto non pagando, evadendo e fruttando, nel silenzio dell’opportunismo anche dei sindacati i quali hanno la colpa o l'ingenuità di aver letteralmente venduto i lavoratori ad uno stato corrotto e incapace.  L’ingiustizia in questi momenti è palpabile  è evidente,  caratterizzata da vittime,  persone che hanno lavorato duramente e costruito, mentre coloro che hanno sfruttato se la spassano alla grande sicuri che la connivenza Stato Mafia regga e reggerà  ancora a lungo.
 In questa squallida estate di avidità e di sopruso,  vediamo l’esaltazione dei media nel gridare  al superamento di una crisi ormai indirizzata verso la soluzione che caratterizza la destra internazionale, ovvero la guerra.  In tutto il mondo  l’esaltazione dell’assoluta certezza dell’appartenenza all'unico assoluto Dio, supportato dal ignoranza fanatica conduce, come ormai da sempre,  dimostrando la facilità nella manipolazione di masse, capaci di offrirsi nella speranza di avere un futuro migliore anche se proposto dopo la morte, nella fanatica lotta di religione. Un mondo dei ricchi, dalle belle ville, dalla bella e facile vita, dalle belle case, dei grandi debiti, di politici opportunisti, dei manipolatori di coscienze,  dei manipolatore dell’ignoranza,  che conducono nella povertà della miseria, al limite dello schifo. Opportunismo che sta rovinando l’intera umanità,  all'inno della avidità quale unica fonte di saggezza.
Mentre la Giustizia langue incapace, e il “nessuno taccia” cantato dal Pavarotti  è dimentico che ormai l’unica voce che si ode è quella dell’ingiustizia e dell’arroganza del potere  sulla povera e fragile gente. 
Se c’è un Dio.. un Dio  per tutti  faccia qualche cosa, almeno abbia un po’ di pietà, altrimenti la smetta di raccontare balle!