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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

giovedì 17 marzo 2011

SUNIA - L’Housing sociale in Europa Contributo al Seminario organizzato dal SUNIA su: “Edilizia pubblica e riforma della Legge sulle locazioni“, Chianciano 10/11 marzo 2011.

Con il solito ritardo, ancora tacere appare indecente,  anche la CGIL/SUNIA ha fatto un seminario sull' Housing sociale, finalmente si parla di casa.
Riconciamo che tra i sindacati, CGIL pare muoversi con una responsabilità sociale consapevole, meglio degli altri sindacati i quali appiano più attenti nel sostenere la bolla immobiliare che a tutelare gli interessi dei cittadini, cosa ormai trasparente e criticata a quasi tutti i livelli politici in Europa.
Nella sintesi appare " sintesi dello studio effettuato su “L'housing sociale in Europa"  a nostro avviso è poco trasparente  vista forse la mancata presenza degli interlocutori presenti in Italia ma non ascoltati. 
Vediamo essenzialmente quanto segue:
"Omisiss: Il Paese col maggiore settore di affitto sociale sono i Paesi Bassi, 35%.
I Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale tendono ad avere un settore sociale di dimensioni maggiori rispetto ai Paesi mediterranei.
Dimensione del settore dell'affitto sociale Nei Paesi in transizione dell’Est, il vasto settore abitativo pubblico si è dissolto con la caduta dei regimi comunisti"

Quest valutazione priva di fonti, appare ridotta sia nella stima sul Nord che nella specifica non trasparente indicazione della dissoluzione del settore pubblico  del Est. 
Non si possono mischiare le due cose poiché hanno una provenienza e struttura originaria diversa. 
La conseguenza e fornire un interpretazione errata.  
La cessione del pubblico al fruitore privato nei paesi dell'est ha variato lo stesso mercato, inoltre ricordiamo come esperienze la nuova edilizia la quale ha già sostituito in paesi come la Polonia ecc. i vecchi palazzi connettenti amianto con nuovi palazzi di interessante architettura.
Resta inoltre estremamente limitato che una CGIL possa al massimo analizzare superficialmente il mercato Europeo senza analizzare la situazione globale.
Ci auguriamo che questo importante Sindacato assuma il ruolo che gli aspetta nel contesto internazionale uscendo da provincialismi e possibili influenze di Lobby.
Com. Imm. PSE Lombardia Milano

Vi alleghiamo il documento CGIL:
Fonte: Confederazione Generale Italiana del Lavoro


6/03/2011  | Ambiente e territorio 
Il tema dell’edilizia sociale, la versione italiana del social housing, nata con il Piano Casa nazionale e la creazione del Sistema integrato di Fondi, riferita a quanti non hanno i requisiti per un alloggio pubblico ma non trovano compatibilità con i canoni del mercato privato, è stata affrontata nel Seminario organizzato dal SUNIA su “Edilizia pubblica e riforma delle locazioni”, al quale abbiamo partecipato, e si conferma come centrale nel dibattito sulle politiche abitative del Paese.

Il settore pubblico si caratterizza per una quantità di alloggi che pone l’Italia ai livelli più bassi d’Europa: esiguità dello stock, problemi legati alla gestione e scarso controllo hanno negli anni ingessato un comparto indispensabile a fornire una risposta ad alcune fasce di popolazione che non hanno altra possibilità di inserimento nel mercato. Peraltro il comparto ha visto il quasi azzeramento dei finanziamenti statali che non permettono investimenti e programmazione costante nel tempo, con conseguenze sulla disponibilità di alloggi.

L'edilizia privata sociale, può essere una valida risposta alle difficoltà del settore, ed è ipotizzabile un programma in cui si integrino interessi pubblici e privati, e in cui possano trovarsi opportunità di sviluppo anche dell’edilizia pubblica. Il Piano Casa, tuttavia si configura, nelle proposte che si stanno confrontando, un provvedimento mirato ad agevolare la proprietà della casa più che costituire un consistente stock di edilizia a canone sostenibile in grado non solo di dare una risposta a varie fasce di fabbisogno, ma di rappresentare un regolatore del mercato delle locazioni come avviene nei paesi con storica esperienza di social housing. Relega, peraltro, nella assoluta marginalità l’edilizia sovvenzionata.

I punti di  maggiore  criticità (scarsità di risorse pubbliche che implicano necessariamente, per volumi consistenti di edilizia sociale, apporti considerevoli di risorse perivate;  centralizzazione delle risorse e delle decisioni sul loro utilizzo che limita, se non esautora, il potere programmatorio delle regioni) fanno si che dopo due anni due soli investimenti siano stati deliberati (“fondo Parma Social House”, fondo "Abitare sociale 1" e fondo "Real Quercia housing sociale") anche se molti progetti sono nati in poco tempo per agganciare quello che viene visto dagli operatori del mercato delle costruzioni e dell'immobiliare, in una fase di crisi del settore, uno dei pochi business in questo momento.

Riteniamo che tutti i progetti, partendo dall'analisi dei fabbisogni abitativi,  si debbano porre come prioritario il tema della sostenibilità, come capacità sia di soddisfare un’esigenza sociale sia come sostenibilitàeconomico-finanziaria dell’investimento, che si raggiunge dando spazio anche all’edilizia residenziale, libera, degli uffici, e terziaria in genere, partendo dal recupero di edifici e di aree dismesse e degradate, senza tradire la finalità sociale.

In Europa il social housing, seppure con forti differenze tra i vari Paesi, eterogenei  per situazioni abitative e per politiche adottate, è fortemente sviluppato. Alcuni elementi di varie esperienze europee  possono fornire un’indicazione utilizzabile anche per comprendere meglio la situazione italiana e per permetterci di formulare proposte per la contrattazione territoriale, sulle quali stiamo attualmente lavorando.

Pubblichiamo la sintesi dello studio effettuato su “L'housing sociale in Europa”che svilupperemo nell'ambito del seminario su “Politiche abitative nelle trasformazioni urbane” che stiamo organizzando e del quale seguirà comunicazione della data e del programma.

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