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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

giovedì 10 marzo 2011

Palazzo Rinascente in mano ai medici


di Guido Maurino

Ogni anno lungo i sette piani della Rinascente di piazza Duomo a Milano si spendono circa 200 milioni di euro. Per i milanesi è ormai una di famiglia. Per i turisti che salgono a prendere un caffè sulla terrazza dell'ultimo piano, il luogo più suggestivo per perdersi fra le guglie del Duomo dando del tu alla Madunina mentre sotto, nella piazza, la città continua a muoversi frenetica. Adesso, tutto questo sta per cambiare proprietà, un'altra volta. Si tratta di un'operazione monstre che vale poco meno di un miliardo di euro, fra la parte immobiliare e quella relativa alla società operativa.
La Rinascente è oggi in mano a una cordata che riunisce il fondo di private equity Investitori Associati (46%) le società immobiliari Rreef del gruppo Deutsche Bank (30%) e Prelios (la ex Pirelli Re, con il 20%) e la famiglia Borletti (4%). La partita sembrava essersi chiusa già alla fine dello scorso anno: il gruppo thailandese Central Retail Corporation (quasi tre miliardi di euro di fatturato), con la consulenza del banchiere italiano Claudio Costamagna, era pronto a mettere sul piatto i circa 200 milioni di euro richiesti per la società operativa.
Per quel che riguarda gli immobili, il fondo Ippocrate gestito da First Atlantic e alimentato dai contributi della cassa dei medici, Enpam, avrebbe acquistato l'edificio di piazza Duomo per 470-480 milioni, e si sarebbe impegnato a rilevare con la formula "acquisto di bene futuro" la nuova sede romana che sarà pronta nel 2013. Nella partita, però, si è inserito Maurizio Borletti, nipote di Senatore Borletti, che nel 1917 rilevò dagli eredi della famiglia Bocconi i grandi magazzini.

Al grido di «Rinascente non finirà in mani straniere», Borletti ha presentato a fine dicembre ai suoi ex soci, Investitori Associati, Rreef e Prelios, una manifestazione di interesse chiedendo tempo per preparare un'offerta sulla società operativa. Alle sue spalle una cordata con la Tip di Giovanni Tamburi, Louis Vuitton, la famiglia francese Dassault (aeronautica ed editoria con il quotidiano Le Figaro), oltre ad altri investitori e marchi del lusso che, dice Borletti, sarebbero pronti ad appoggiarlo.
Gli altri soci nicchiano, temono che Borletti non abbia i mezzi per realizzare l'operazione. Soprattutto sono preoccupati da un allungamento dei tempi quando invece vorrebbero chiudere in fretta una partita in cui sono entrati nel 2005 mettendo 888 milioni di euro e da cui vogliono uscire definitivamente, dopo aver già venduto Upim a Coin nel 2009. Borletti, dopo una battaglia combattuta a carte bollate, ha ottenuto che gli altri soci gli concedessero l'accesso alla data room fino al tre aprile per studiare le carte e, poi, presentare un'offerta.
Rinviata la questione della società operativa, sembra invece poter andare in porto nel giro di pochissime settimane, la parte immobiliare. Il fondo Ippocrate, infatti, sta per assicurarsi il palazzo dove è nata La Rinascente: oltre un secolo di storia vissuta pericolosamente. La prima volta è stato costruito fra il 1887 al 1889 quando un sarto di Lodi, Ferdinando Bocconi decise di portare in Italia il modello francese di "Bon Marché".

Nasce così "Aux villes d'Italie", "Alle città d'Italia": ingresso libero, abiti preconfezionati a prezzi fissi e popolari. Ferdinando, però, muore nel 1908, i figli faticano a portare avanti l'attività e l'ultimo erede, Ettore Bocconi, vende nel 1917 al giovane industriale Senatore Borletti. Aux villes d'Italie cambia nome e su suggerimento – nonché dietro il pagamento di cinquemila lire – di Gabriele D'Annunzio diventa La Rinascente. Un successo: il 13 dicembre 1918 arrivano 113mila persone, la vigilia di Natale i grandi magazzini restano aperti fino alle 22.

Quella stessa notte, però, un incendio brucia tutto. Borletti non si perde d'animo e partono i lavori per la ricostruzione di un nuovo palazzo stile liberty, con sala da tè e persino un'infermeria. Ma il destino era scritto nel nome che D'annunzio aveva voluto dare a questi grandi magazzini: nel dicembre 1943 i bombardieri americani inceneriscono La Rinascente. L'edificio, ricostruito su progetto di Aldo Molteni, è inaugurato il quattro dicembre 1950. Questa volta resiste.

A cambiare, invece, sono i proprietari: i grandi magazzini passano da Borletti al gruppo Fiat nel 1969 per finire, nel 2005, agli attuali proprietari. Adesso un nuovo giro di valzer: gli immobili vanno all'Enpam e per la società operativa sarà una gara fra la storia, rappresentata dalla famiglia Borletti, e il nuovo mondo che arriva dall'Asia.

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